Laurier

Forse quella fu la volta più brutta.

Agosto.
Non ti vedo e non ti sento da mesi.
Dove sei? Cosa fai? Con chi stai?
Mi pensi mai?
Mi frullavano sempre le stesse domande nella testa.
In tutti modi cercavo di passare oltre, non le ascoltavo, dirottavo la mia mente altrove e tutto sommato ci riuscivo.
Mi passavo l’estate come deve passare l’estate una ragazza single che è stata lasciata da poco.
Mi divertivo insomma, non facevo molto caso ai perchè, al giusto o sbagliato. Facevo caso solo alla mia risata.
Se ridevo andava tutto bene.
E quella sera ero uscita per ridere.
Dio non lo scorderò mai.
Sono con le amiche di sempre, parliamo e scherziamo.
Posteggio.
Scendiamo dall’auto e guardiamo oltre la siepe, dietro ci sono i tavolini del locale in cui stiamo andando.
Tutto tranquillo.
Chiudo la macchina.
Un istante.
È stato un istante, ma credo davvero che a volte nella vita il tempo rallenti per farti soffrire di più.
Ti alzi.
‘Cazzo è qui’.
Si alza. Lei si alza.
Lei quella di sempre, la collega, l’amica della piscina.
Bacio. Vi date un bacio.
Un bacio a stampo sulle labbra, rapidissimo.
Ma quanto è durato quel bacio? Perchè non poteva finire in un attimo, perchè mi è sembrato il bacio più tenero e delicato che tu abbia mai dato?
Mi volto di scatto.
Loro mi guardano, hanno visto anche loro.
‘Andiamo via dai, non dobbiamo mangiare per forza qui’.
‘No, no, non è niente. Voglio entrare, non mi importa. Mi basta solo un secondo’.

Perchè non ho le palle di dire loro che il mio cuore è andato in frantumi, che mi sono risposta a tutte quelle domande giornaliere? Che sono venute tutte a galla, ma questa volta più dure, più aride. Consapevoli.
Le mie amiche no. Loro inconsapevoli del mio dramma interiore
ed io zitta ho iniziato lì a tenerlo dentro.
Sempre.

22 Giugno 2014    Reblog    

Non se ti sei accorto che:
1. Ho aiutato tua mamma a sistemarsi vestito e gioelli
2. Recitando il padre nostro tua mamma mi ha afferrato la mano
3. Tua nipote quando mi ha vista si è ricordata che le ho insegnato bubusettete
4. Tuo padre ci ha tenuto molto a spiegarci e raccontarci un sacco di cose
5. Abbiamo ballato con i tuoi genitori (ahahahahahaha)
6. Tua nonna mi ha preso la mano e diceva all’altra signora ‘è la fidanzata di mio nipote, guarda che bella ragazza’
7. Dopo che l’ha detto non voleva mollarmi la mano (ahahahah)
8. A tutte le persone che passavano tua mamma diceva ‘è la fidanzata di mio figlio’
9. Ci hanno fatto un sacco di complimenti
10. Ci vogliono tutti sposati aiutooooo ahahahaah

15 Giugno 2014    Reblog    

Ho scoperto che quando guardo il mare non guardo l’orizzonte, mai. Guardo il mare, ma guardo le onde, la schiuma, gli scogli. Guardo vicino.
Oggi ho alzato lo sguardo e ho notato questa splendida linea e ho notato le nuvole che vi sprofondano dietro. E mi ha fatto paura.
Guardare lontano mi ha fatto paura.

30 Maggio 2014    Reblog    

Mi ci abituo io.
Sono una che si lamenta, ma alla fine si abitua a tutto. Accetto tutto.
Accetto che qualcuno mi ami alla follia, accetto che mi metta al centro del suo mondo.
Accetto che qualcuno decida di abbandonarmi anche se io no, non vorrei.
Accetto che qualcuno mi faccia mille critiche e mi metta in discussione tutto quello che faccio.
Mi lamento, mi lamento tanto, discuto, mi incazzo, cerco sempre di fare valere le mie idee, di dimostrare che ‘ho sempre ragione io’.
Ma se poi non va lo accetto.
Se ti allontani da me senza un perchè, senza una spiegazione, io lotterò per tenerti stretta a me, ma se poi non funziona io giuro, lo accetto. Mi ritiro. Farò finta di niente, farò finta che tutto normale, che non è cambiato nulla. Farò finta di non essere uscita stremata da una guerra che ho perso. Lo giuro, non starò lì ad augurari il male, non diventerai l’odio della mia vita.
Se tu vuoi andare, io lo accetto.
Però ti prego, pensaci.

Ora basta. Voglio tornare a pensare positivo. Voglio tornare a sorridere SEMPRE. Non voglio più essere quella che se le chiedi ‘che mi racconti?’ ti parla di università, o che se le chiedi ‘come va? Tutto bene?’ ti risponde ‘ma si insomma, mi avvilisco sempre per lo studio, ma per il resto tutto bene’.
Tutto bene un cavolo.
Tutto bene niente se non so parlare che di università, se non so svagarmi senza pensare a cosa devo ancora studiare.
Tutto bene niente se ogni cosa deve infastidirmi perchè lo studio mi stessa.

Voglio dire tutto bene perchè davvero tutto va bene. E non perchè non da un giorno all’altro non studio più, ma perché studio e tanto anche, ma poi esco e mi rilasso. E allora va tutto bene, perchè ce l’ho una vita oltre i libri, ce l’ho, devo solo imparare a godermela.

24 Maggio 2014    Reblog    

Cerco sempre di mettere ordine io. Ordine ovunque.

Mi hai prestato il tuo pc, in attesta che aggiustino il mio. Lo acceso e il desktop era pieno di icone. Ok troppe davvero.
Ho fatto ordine. Ti ho creato delle cartelle, ho suddiviso PDF, foto, file università. Tutto al suo posto. Nel tuo computer. 

Metto ordine ovunque anche nelle cose degli altri, solo che è il mio ordine, non quello degli altri e io che c’entro?
E metto ordine nella mia stanza, ogni scatola ha la sua funzione, ogni scaffale ha la sua categoria di libri. E nella mia testa (o almeno ci provo). Faccio ordine, ricontrollo i pensieri, mi assicuro che siano tutti al loro posto e se uno prova ad uscire è una lotta vera e propria. E’ un dramma. Si tratta di fare le pulizie di primavera.
Oh quante pulizie di primavera ho già fatto e quante ne farò ancora nella mia vita!

Cena fuori.
Localino francese, musica jazz, lampade liberty. Io e te.
Casa.
Tv, gattina, baci e abbracci, divano.
Coccole, pelle, calore. Amore.

La serata più intensa che abbiamo vissuto. Tra l’amore e il sesso si può trovare un connubio perfetto. Ce l’abbiamo fatta.

Ma tu dillo. Ti prego, dillo. Dì che fingi adesso, che fingi perchè non sei felice e che fai finta di essere chi non sei solo per nascondere il vuoto che porti dentro. Dì che la finzione è quello che sei adesso e non quello che eri prima. Dì, ti prego, che eri vero, che amavo davvero ciò che facevi, che ridevi perchè eri felice, che eri felice perchè amavi quel che facevi.
Ti prego, dillo. Dillo che quella che porti adesso è solo una maschera.

È poi c’è quando una sera scoppi in lacrime perchè lo ami e sei felice.), ma hai appena scoperto di avete paura. Paura perchè sei stata ferita e non lo sapevi fino a quando non lo hai scoperto casualmente. Ti eri illusa in passato, creata dei castelli di sabbia che sono scivolati via solo col passare del tempo, quando già non ti importava più. Credevo che la cosa peggiore fosse essere lasciata da uno stronzo che ti dice ‘in realtà non ti ho mai amata’ invece ho scoperto che la cosa peggiore è essere lasciata da uno stronzo che ti dice ‘ti ho sempre amata’ e solo dopo mesi e mesi scopri che erano tutte stronzate. Quella persona che hai amato non era mai esistita.

Sbalzi d’amore che mi rendono instabile.