Laurier

Ma tu dillo. Ti prego, dillo. Dì che fingi adesso, che fingi perchè non sei felice e che fai finta di essere chi non sei solo per nascondere il vuoto che porti dentro. Dì che la finzione è quello che sei adesso e non quello che eri prima. Dì, ti prego, che eri vero, che amavo davvero ciò che facevi, che ridevi perchè eri felice, che eri felice perchè amavi quel che facevi.
Ti prego, dillo. Dillo che quella che porti adesso è solo una maschera.

È poi c’è quando una sera scoppi in lacrime perchè lo ami e sei felice.), ma hai appena scoperto di avete paura. Paura perchè sei stata ferita e non lo sapevi fino a quando non lo hai scoperto casualmente. Ti eri illusa in passato, creata dei castelli di sabbia che sono scivolati via solo col passare del tempo, quando già non ti importava più. Credevo che la cosa peggiore fosse essere lasciata da uno stronzo che ti dice ‘in realtà non ti ho mai amata’ invece ho scoperto che la cosa peggiore è essere lasciata da uno stronzo che ti dice ‘ti ho sempre amata’ e solo dopo mesi e mesi scopri che erano tutte stronzate. Quella persona che hai amato non era mai esistita.

Sbalzi d’amore che mi rendono instabile.

Domani farò per la prima volta una lezione privata.
Si tratta di una ragazza, la sorella di un’amica. Eppure sono emozionata e insieme confusa, agitata, preoccupata, euforica, insicura.
Non so come inizierò, non so cosa dirò. È la prima volta e non so se c’è uno schema delle cose da fare, se c’è un elenco di cosa non dire. Ma sono felice perchè finalmente farò qualcosa di utile per gli altri e per la mia indipendenza. Non starò solo a studiare per me, ma mi procurerò un primo piccolo guadagno facendo quello che so fare meglio.
Forse fa bene anche alla salute.

Ieri siamo stati in un locale nuovo, nuovo per noi, non per la città. Ogni tanto ci piace uscire da soli, riscoprire il piacere dell’imbarazzo quando hai una sola persona davanti e non puoi che guardare lei, parlare con lei, sorridere e arrossire quando c’è silenzio.
Siamo andati in un posto nuovo e abbiamo esplorato argomenti (quasi) nuovi.
"Mio marito", "Quando sarò sposata"…
“Allora tu ti vuoi sposare?”
“Certo che mi voglio sposare!”
E poi subito dopo ti ho detto che in realtà non lo so cosa voglio. Vedi, Fabio, io ne ho visti di matrimoni intorno a me, crollare col passare del tempo. Un matrimonio non finisce per forza col divorzio; un matrimonio finisce quando marito e moglie dimenticano di essere per prima cosa una coppia. Succede quasi sempre così, insomma, quante famiglie conosci in cui i genitori sono ancora innamorati e attenti uno all’altra come le prime volte? Io lo so che si cambia, che la passione diminuisce, perchè passa il tempo e diventa quotidianità. Lo so che succede, ma l’amore? L’amore non dovrebbe sparire e invece, le coppie innamorate si sposano sognando tutte la stessa cosa e finendo tutte allo stesso modo. Due si sentono felici e nella speranza di fermare quella felicità per tutta la vita, vanno incontro al matrimonio credendo che resteranno così per sempre. Poi subentrano i primi problemi, il lavoro, le tasse, le bollette da pagare, i figli che fanno disperare, i figli che non vogliono imparare, difficoltà di ogni tipo che iniziano ad intristire uno o l’altro o entrambi. E allora quanti si ricordano che si erano sposati per esserci sempre uno per l’altra? Per potersi consolare, aiutarsi e offrire una spalla su cui piangere e un sorriso a cui aggrapparsi? Quanti?
Io non voglio questo, amore mio.
Io sogno la famiglia felice, la casa col giardino e il cane.
Ma poi ci penso e la realtà è che io voglio l’amore per tutta la vita. Io ho bisogno di amore, perchè da sola non ce la faccio; ho sempre bisogno di voltarmi e trovare una persona che mi sostiene e che mi da fiducia. Io avrò sempre bisogno di voltarmi e vedere te, amore mio, ma te come sei adesso forse un pò più vecchio, con i capelli bianchi e le rughe intorno agli occhi, ma sempre gli stessi occhi. Perciò se mi sposerai, se ci sposeremo, se staremo insieme tutta la vita io voglio che noi restiamo come siamo adesso; così, che ci guardiamo negli occhi e vediamo tutto quello che sappiamo e un pò di quello che ancora dobbiamo scoprire. Probabilmente a 50 anni non ci sarà più molto di noi che non sappiamo, eventi del nostro passato o storie da raccontare. Ma il nostro mistero sarà sempre quello che proviamo, quello che sentiamo ogni giorno, tra noi, tra la gente. E a poco a poco ci scopriremo e ogni tanto ci ricopriremo, per non gettare tutto in mare, in bocca ai pesci; una briciola alla volta.
Saremo pane da spizzicare poco a poco e la nostra vita sarà la nostra vasca, piena di pesci, gente pronta a sbranare ogni più piccola parte di noi. Promettimelo, amore mio, anzi no, promettitelo. Ogni promessa fatta ad un altro può essere spezzata, ma se tu lo vuoi, se tu lo prometti a te stesso, non vorrai mai venir meno a quella tua promessa.
Baciami eterno amore, sulle mie labbra di zucchero che tu hai ammorbidito.
Abbracciamo eterno amore, stringi le mie spalle da cui son cadute le ali per lasciare spazio alle tue mani che sono più reali dei sogni e se tu sei realtà io non ho bisogno di sognare.
Cullami eterno amore, pensami ogni istante, in ogni cosa che fai, perchè in ogni cosa vorrei che tu mettessi amore e io voglio essere in ogni tuo gesto d’amore.
Amami di un amore reale, tesoro, di un amore che possa far invidia al mondo, perchè non saranno i soldi, né altre difficoltà a frantumarlo, perchè non dimenticheremo mai che se ci amiamo adesso e se promettiamo di farlo a vita lo vogliamo davvero e lo faremo. Lo faremo perchè anche a cinquant’anni penseremo che quegli occhi accerchiati dalle rughe e dai capelli bianchi sono sempre la stessa fonte di amore ed emozioni che ci ha riempito ogni giorno della nostra vita e continuerà a farlo se noi non dimenticheremo che anche a cinquant’anni si può essere due e non uno.

Quello che provo con te non si può descrivere come un turbinio di enozioni o voglia irrefrenabile di muovermi; non è caos, non è incontenibile. Quello che provo con te non è stravolgente, non è farfalle nello stomaco ogni giorno.
Ma la parola giusta è completezza. Con te mi sento completa, tranquilla, serena. Con te prendo una tregua dallo stess del mondo, prendo una pausa dalla frenesia del lavoro.
Con te mi rilasso e trovo me stessa.

25 Febbraio 2014    Reblog    
Inutile e triste.

Così mi sento quando sei arrabbiato, dispiaciuto, deluso. Ed io non riesco a fare nulla, a dire nulla. D’altra parte a volte devo anche lasciare che tu risolva le tue questioni senza che io influisca i tuoi pensieri nemmeno un pochino.

22 Febbraio 2014    Reblog    
31 Gennaio 2013 ›

memorie-scritte:

Arrivo in biblioteca, in attesa delle altre cerco un tavolo vicino ad una presa. Tutti occupati. Scelgo quello che mi sembra più tranquillo e silenzioso. E’ un tavolo al quale è seduto solo un ragazzo, sguardo fisso sul suo pc acceso.
Mi avvicino, alza il viso, mi guarda.

"E’ libero qui?"
"Si,…

La storia di un amore, passo dopo passo.

Quella sera. Quella maledetta sera.

"Li ho tagliati!! I capelli! Li ho tagliati, corti come abbiamo detto insieme! Mi stanno davvero bene come hai detto tu! Non vedo l’ora di farteli vedere!!"

E qualche ora dopo mi hai chiamata “Ei dove sei?” e sei arrivato dopo poco “Sei bellissima.”

Quella maledetta sera ti eri fatto un sacco di strada a piedi, andata e ritorno e io non ne sapevo niente. Quella sera avevi rinunciato agli amici, al passaggio, ad una serata al caldo. Per me, anche se non eravamo ancora niente. Per vedere quei miei capelli, che tu mi avevi convinto a cambiare istigato dalle mie continue lamentele sulla monotonia.
Eri stato tu e quel taglio era stato l’inizio.

È che poi vorrei essere semplice, invece di essere così complicata.
Che se uno mi chiede cos’hai io rispondo ‘niente’, mica la verità. Nonostante a chiederlo sia lui, non uno qualunque.